FARMACIA Dott. Perina Giuseppe

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20-03-14

Microstorie in una farmacia bustese dell'ottocento

introduzione :

Descrivere le origini e gli sviluppi di un'attività,artigianale,commerciale o industriale,è sempre un'operazione assai complessa. Eppure,qualcuno potrebbe affermare,avendo a disposizione i documenti necessari,documenti d'archivio,atti notarili,registri contabili,non dovrebbe essere poi difficile ricostruire i momenti significativi di quell'esercizio.In effetti il risultato ottenuto costituirebbe la paziente e magari precisa,inappuntabile,storia formale,esterna dell'attività. Si conoscerebbero perciò i legittimi proprietari,le merci prodotte e vendute,gli acquisti,le vendite,gli incassi. Dati importanti,senza alcun dubbio,ma non si sfiorerebbe neppure l'aspetto umano,il travaglio fisico e ancora di più psicologico dei proprietari,dei dipendenti e dei clienti ; essi rimarrebbero nell'ombra,ridotti a puri nomi,senza volto. A ben guardare,invece,dietro un'insegna,un marchio di fabbrica,ci sono tante,troppe cose. Magari la vicenda umana di un'intera famiglia,di una vera e propria dinastia di imprenditori o proprietari. Non è difficile immaginare una o più storie in questo senso "tipiche",anche se inevitabilmente si cadrebbe nella retorica. Ipotizziamo una normale vicenda "commerciale". Il bisnonno operaio che ha tentato in ogni modo di migliorare la propria posizione recandosi dopo il lavoro alle scuole serali,piuttosto che all'osteria. E,come si dice con enfasi,i risparmi di una vita investiti in un negozio di periferia. La soddisfazione dell'apertura,che ha cancellato i dubbi e le paure per i debiti contratti. Poi la fatica quotidiana,i primi guadagni,le solite cambiali poco a poco saldate. Il nonno ha così potuto ingrandire il negozio,rifare l'arredamento. Poi il grande salto,l'acquisto di un piccolo negozio,ma questa volta nel centro città,dove,si dice,più facili sono i guadagni. Ma dove più forte è la concorrenza ; ed ecco un periodo di crisi : il negozio non sembra prendere quota. La gioia e la soddisfazione dell'intera famiglia si trasforma in tristezza,forse in disperazione. Bisogna cedere l'attività,ripartire da capo. Fortunatamente,ed ecco che la vicenda familiare assume una svolta radicale,un figlio riesce negli studi,ha voglia di andare avanti,con molti sacrifici riuscirà a diplomarsi. Potrà così dedicarsi a un'altra attività commerciale,farsi,come si suol dire con altrettanta enfasi lombarda,"una bella posizione". Ma intanto il negozio precedente,quello in centro,che sembrava in crisi,ha trovato un proprietario più attento e fortunato. Lì ci voleva un negozio diverso,più moderno. Ora i clienti sono numerosi,gli incassi più che buoni. Le storie dunque in quei locali si intrecciano,le vicende si complicano,si diramano. Anche il primo negozio,quello in periferia,ha dovuto chiudere,ma poi si è ripreso,gli utili sono tornati. Il proprietario ha una figlia,Ada,di vent'anni,molto carina. Andrà in sposa a Luigi,diplomato. Insieme formeranno un'altra attività,che poi i figli via via amplieranno. Sono intanto passati cento anni,un secolo,quattro generazioni. E migliaia di persone saranno entrate in quei diversi negozi,ogni mattina. Come poter ricordare quei visi,quelle esistenze ? L'impegno è davvero impossibile,ma comunque è importante avere costantemente presente,in chi scrive e in chi legge,questa esigenza,insieme al desiderio di incontrare dietro le carte ingiallite,che è in fondo,purtroppo,quello che quasi sempre ci rimane,anche e soprattutto degli individui con le loro diverse vicende familiari e personali. Se ogni esercizio commerciale racchide in differente misura e valorizza questa ricchezza umana,esso (pur avendo costantemente presente come è ovvio un utile) si trasforma in un servizio sociale prezioso. Non solo nel nel senso economico del termine,cioè che consente di usufruire beni,di soddisfare delle esigenze,di produrre ricchezza,ma appunto come luogo di incontro di esperienze,di persone. Esistono poi attività commerciali particolari,dove tali fattori umani e professionali sembrano,per così dire,congiungersi al massimo livello,fornendo,almeno così dovrebbe essere,un servizio davvero indispensabile. 

Come ad esempio quello offerto dalle farmacie. In esse i clienti non sono persone qualsiasi,portano con sè tutti i dolori,le proprie malattie e preoccupazioni,ed attendono perciò innanzitutto una parola d'aiuto,un conforto psicologico,naturalmente accompagnato da un rimedio sicuro e,se possibile,rapido. Il farmacista o speziale,in tempi in cui i preparati chimici erano inesistenti o muovevano i primi passi,diventava dunque un po' psicologo,un po' mago. Non è difficile rivederlo dietro al bancone,intento a consultare vecchie ricette,oppure a formare con giusti dosaggi i preparati prescritti dai medici,estraendo misteriose sostanze da vasi di porcellana ben allineati negli armadi,o,infine,nel retrobottega,intento,ma questa è cronaca dei nostri giorni,a preparare delle vere e proprie "specialità" della Farmacopea Bustese,come la Salutarina,la Mentolina,la magnesia Alma,la Semata o Lattata (emulsione di mandorle dolci particolarmente adatta alle donne che dovevano allattare),i ricostituenti Trofon (per i bambini) e Arseniodol (per adulti),sciroppi come il Creosolactol,decongestionanti nasali come la Comprivina,poi elisir,pozioni,decotti,pillole,balsami,unguenti,pomate dagli straordinari poteri (cfr: L.GIAVINI,in Rassegna di vita bustese 1920-1940, 1989 pp.44-45).

inizia la nostra storia :10-10-1835

Sul finire del Settecento a Busto probabilmente era già aperta in Piazza San Giovanni una farmacia; ad essa si aggiunsero la "Bottega di spezieria" Formenti e,verso il 1835,quella di Domenico Redaelli (o Radaelli,come appare a volte negli atti notarili). In effetti,una copia tratta dell'Elenco delle Farmacie esistenti nella Provincia di Milano al 10 Ottobre 1835 ricorda il Radaelli,di anni 69,diplomato farmacista (allora non esisteva la laurea) nel 1793,con 43 anni di esercizio sulle spalle,titolare di una bottega di farmacia in Contrada San Rocco al n.107. Non sappiamo nulla del Radaelli,nè di come esercitasse la sua non facile professione. In un'epoca in cui non esistevano medicine industriali,preconfezionate e commercializzate,ma lo speziale-farmacista doveva di volta in volta procedere alle preparazioni,dietro suggerimento di ricette,oppure secondo la sua esperienza,saranno stati soddisfatti i clienti del suo operato? Dobbiamo accontentarci di rappresentare mentalmente tutto ciò. Le carte,i documenti ci informano,come sempre accade,solamente della cessione dell'attività,avvenuta qualche anno dopo.

primo Atto di Vendita : 22 Maggio 1841

"Milano,questo giorno di Sabato ventidue 22 Maggio milleottocentoquarantuno 1841. Regnando S.M. l'Imperatore e Re Ferdinando Primo. Personalmente costituito avanti di me infrascritto notaio ed alla presenza degli infrascritti testimoni,il Sig.r Martino abitante in Milano,Borgo di S.Calocero, N.5045 che fa le infrascritte cose a nome e per l'interesse dei Sigg.i Domenico Radaelli e Davide Gaslini. Spontaneamente ha consegnato a me infrascritto notaio la seguente Scrittura,cioè Scrittura 22 Maggio 1841 eretta in Milano redatta sopra un foglio del bollo da lire 24 ventiquattro scritta per intiero in tutte e quattro le facciate,compresa la firma delle parti,dei testimoni e di un notaio infrascritto,portante la vendita fatta dal Sig.r Domenico Radaelli al Sig.r Davide Gaslini della Spezieria esercitata in Busto Arsizio Contrada San Rocco al Comunale N.107"

Questo il paludato e piuttosto noioso inizio dell'Atto notorio N.5072 del Repertorio,comprovante il passaggio di proprietà,il quale così recita nell'Allegato : 

"Alla definitiva stesura delle precorse intelligenze il Signor Domenico Redaelli Speziale del fu Sig.r Gio Antonio dom.to in Busto Arsizio Distretto XIV Prov.ia di Milano ha fatto e fa vendita e dato a proprio libero e come meglio e nella forma comune e di ragione al Sig.r Davide Gaslini pure farmacista del fu Emanuele Dom.to in Milano Borgo S.Croce N.3721 qui presente che accetta e stipula per sè e i suoi eredi e successori ; della Spezieria esercita in Busto sudd.o Contrada S.Rocco al Com.le N.107 complessivamente al fundum instructum o diritto di esercirla ed all'avviamento,in un coi mobili,utensili,medicinali semplici e preparati Chimico-farmaceutici e quant'altro è di inerente alla farmacia medesima. Per il prezzo,rapporto al Fundum instructum o diritto ed all'avviamento,così fra le parti convenuto,nella somma di Milanesi lire 11500 undicimilacinquecento,e precisamente al corso abusivo tollerato sulla Piazza di Milano,da pagarsi dal Sig.r Davide Gaslini al detto Sig.r Domenico Redaelli in Busto,in buoni denari,d'oro e d'argento,al giusto peso ed  al corso abusivo come sopra ;e simile pagamento si conviene da eseguirsi in tre rate,e cioè lire 3000 tremille entro il corr.anno 1841 milleottocentoquarantuno e rispetto alla residua somma di ottomilacinquecento £.8500 dovrà essere pagata in due eguali rate la prima entro l'anno 1842 e la seconda a saldo del detto prezzo entro il susseguente anno 1843 quarantatre colla facoltà all'Acquirente Sig.r Gaslini di effettuare l'intiero pagamento anche prima delle convenute poche col preavviso però di un mese."

L'Atto prosegue poi precisando l'interesse pattuito (il 4,5%,non era tempo d'inflazione....) e altri numerosissimi particolari inerenti la cessione e la valutazione dei medicinali,degli strumenti,dei mobili (i locali erano naturalmente esclusi) elementi per noi di poco conto. Quello che più importa è respirare,attraverso semplici documenti notarili spogliati però del pesante aspetto burocratico,l'aria di un'epoca che oggi ci appare inesorabilmente lontana,eppure ben definita nella memoria collettiva da espressioni quali "Regnante Sua Maestà l'Imperatore e Re Ferdinando Primo",in pieno Regno Lombardo Veneto,a pochissimi anni tuttavia dai moti rivoluzionari del 1848,per non parlare dei "buoni denari,d'oro e d'argento,al giusto peso". Pare in quest'ultimo caso di essere distanti parecchi secoli,ed invece sono passati solo poco più di 160 anni !Le carte notarili (che pure tratteggiano i contorni esterni delle vicende commerciali esaminate) di solito precise fino alla pedanteria,paiono a volte ingarbugliarsi. E' la sensazione che si prova consultando la "Copia autentica dell'istromento",redatta dal notaio milanese Francesco Triaca. In effetti sembra che manchi all'appello un passaggio importante,la cessione nel febbraio-marzo 1844 da parte del Gaslini (che da poco aveva terminato di pagare il dovuto al Redaelli) della sua attività farmaceutica a Luigia Mainoni,la quale a sua volta intendeva cedere il tutto ad un nuovo acquirente.

secondo Atto di Vendita : 2 Marzo 1844

Ma lasciamo a questo punto parlare i documenti.

"REGNO LOMBARDO VENETO"

L'anno milleottocentoquarantaquattro in giorno di Sabbato del mese di Marzo = 9. Marzo 1844

Regnando S.M. l'Imperatore e Re Ferdinando Primo

Personalmente presentatosi avanti a me Avv.to Francesco Triaca Notajo residente in Milano ed avanti gl'infrascritti testimoni il Sig .r Rag.re Luigi Sassi del fu Carlo Antonio domiciliato in Milano in contrada del Ponte Vetro al Civico N. 1965,nella espressa sua qualità Procuratore della Sig.ra Luigia Mainoni del fu Gio Batta Vedova del fu Luigi Litta,come da mandato 6 Febbraio 1844 rogato dal Sig.r D.r Pietro Baroffio Notajo di Milano ......Ha venduto e vende,ceduto e cede,dato a proprio,libero e come meglio,in nome e per l'interesse della sua Mandante testimoniata e di lei Eredi al qui presente Sig.r Rag.re Cesare Carcno del vivente Pietro domiciliato in Milano in Strada S.Damiano al civico N. 285 che accetta e stipula in nome e per l'interesse del di lui Mandante Sig.r Giuseppe Viola del fu Stefano Speziale ora domiciliato in Casal Murano come da mandato 28 Febbraio 1844.....Nominatamente la Spzieria situata in Busto Arsizio sulla Piazza dell'I.R.Pretura al Nominale N.27,ossia il Fundum Instructum compresi i Medicinali semplici e composti,gli attrezzi,gli utensili,i mobili inerenti all'esercizio Chimico-Farmaceutico col relativo avviamento,il tutto così e come venne acquistato dalla Venditrice Sig.ra Marinoni Vedova Litta mediante l'Istromento 2 Marzo corrente a mio rogito dal Sig.r Davide Gaslini,quale si ritrovava nel giorno 28 febbraio prossimo passato,e nello stato in cui era in detto giorno con tutte le inerenti ragioni,accessioni e pertinenze,così e come competono alla Venditrice".

Come si può dedurre,il Gaslini,una volta acquisito completamente l'esercizio,con l'esclusione della proprietà dei muri,aveva ritenuto opportuno trasferire la propria abitazione ed attività in Piazza della Pretura (l'odierna Piazza ****** stipulando un "contratto di pigione" con Antonio Ballarati,a sua volta proprietario degli immobili.Poco dopo aveva ritenuto conveniente vendere quanto in suo possesso a Luigi Litta,presto però deceduto. Il tutto era dunque pervenuto in eredità alla vedova,la Sig,ro Luigia Mainoni,la quale,non fornita del necessario diploma,contando soprattutto in un buon investimento,aveva,come appena letto,presto "girato" il tutto ad un diverso acquirente,lo speziale Stefano Viola.

terzo Atto di Vendita : 9 Marzo 1844

Così facendo,la vedova aveva mostrato buon fiuto degli affari,infatti aveva praticamente ceduto la licenza e l'avviamento /che il Gaslini neppure tre anni prima aveva acquistato per 11500 lire milanesi,a cui si doveva aggiungere la merce,gli strumenti ed i mobili oggetto di inventario) per una cifra assai maggiore e più precisamente

"Per il prezzo assentato e convenuto di Milanesi abusive £ 24.500 ,ragguagliate ad austriache £.20441.66,diconsi lire ventimilaquattrocentoquarantuno r Centesimi sessantasei,ossia al ragguaglio di soldi ventiquattro, S.24, per cadauna lira legale austriaca. In sconto di tale prezzo il suddetto Sig.n Rag. Cesare Carcamo in nome e con denari dichiarati di ragione del di lui Mandante Sig.r Giuseppe Viola ha qui all'atto numerate e pagate al prefato Sig.r Rag.re Sassi che riceve ed a sè trae in nome e per l'interesse della sua Mandante Milanesi abusive lire quattromilacinquecento,              £. 4500,per le quali fa e rilascia analoga liberazione e quietanza. Le rimanenti abusive Milanesi £.20000,lire ventimila,ossiano Austriache £. 16766.66,diconsi lire sedicimilasettecentosessantasei,e centesimi sessantasei,dovranno dall'acquirente Sig.r Giuseppe Viola pagarsi alla Sig.a Venditrice Mainoni Vedova Litta per una metà alla scadere di mesi sei,6,.......

Abbandoniamo per un attimo l'Atto notarile,che naturalmente prosegue contemplando le modalità di pagamento e tutte le altre clausole necessarie. Da quanto si è appreso,nel giro di pochissimi anni intorno alla vecchia farmacia Redaelli si sono avvicendate numerose persone,purtroppo mai di Busto,e si sono dunque intrecciate non poche vicende familiari,di lavoro e di interessi.

quarto Atto di Vendita : 16 Novembre 1844

 Sul finire del 1844 poi,e precisamente il 16 novembre, "avanti al dottore Travelli Giovanni Donato,Notaio della Provincia di Milano colla residenza in Legnano,avveniva un ulteriore atto di vendita. Infatti Giuseppe Viola, "del fu S.r Stefano,farmacista,con domicilio in Casal Morano Distr.o di Soresina Prov.a di Cremona" cedeva "al Sig.r Luigi Contini,del vivente Antonio,farmacista,con domicilio in Travedona Distr.o di Gavirate Prov.a di Como,la "Spezieria situata in Busto Arsizio,sulla Piazza dell'I.R. Pretura al Com.le N.72,ossia il fundum instructum,compresi i medicinali semplici o composti,li attrezzi,li utensili,col relativo avviamento il tutto così come venne acquistato dal Venditore Sig.r Viola,mediante Strumento 9 marzo 1844" al prezzo,questa volta poco redditizio,di lire 20.000. Ma la storia della vecchia farmacia Redaelli non si conclude,nè hanno termine le vicende minori,le microstorie che ad essa sono legate. Dai documenti sopravvissuti è relativamente facile ricostruire,questa volta schematicamente,i passaggi successivi.

quinto Atto di Vendita : Agosto 1868

Nell'agosto 1868 il Contini cede l'attività,la cui sede era già stata probabilmente trasferita in Piazza Santa Maria,a "Cerudi Emilio del fu Antonio nato a Chiampo (Vicenza),farmacista dom.o in Busto Arsizio.

sesto Atto di Vendita : 12 Giugno 1894

Quasi trent'anni dopo,e precisamente il 12 giugno 1894,"Regnando S.M. Umberto I per grazia di Dio e volontà della Nazione Re d'Italia,veniva costituita una "Società commerciale in nome collettivo" tra Cerudi e "Rondoni Michele del fu Andrea nato a Garasvalle (California)",anch'esso farmacista,domiciliato a Busto Arsizio.Recita così l'atto :

Nella città di Busto Arsizio in una camera a terreno annessa alla Farmacia Cerudi nello stabile ex-Contini,questo giorno 12 giugno 1894,dodici giugno milleottocentonovantaquattro,si costituisce la Società in nome collettivo.

"Avanti di me D. Luigi Corvi di Andrea Notaro alla residenza di Busto Arsizio,iscritto presso il Consiglio Notarile dei Distretti riuniti di Milano ed alla presenza dei signori Clivio Giuseppe del fu Teodoro calzolaio e del di costui figlio Angelo,entrambi nati e domiciliati in Busto Arsizio testimoni noti ed idonei aventi i requisiti della legge voluti

sono personalmente comparsi

Cerudi Emilio del fu Antonio nato a Chiampo (Vicenza) farmacista domiciliato in Busto Arsizio e Rondoni Michele del fu Andrea nato a Garasvalle (California)farmacista esso pure qui domiciliato,      entrambi a me noti ed aventi pienezza di capacità giuridica,i quali mi chiedono di far constare da atto pubblico quanto segue :.......inutile trascrivere per intero l'atto,che consta di ben 17 punti ben articolati. E' sufficiente ricordarne alcuni :

1-Tra i Signori Emilio Cerudi e  Michele Rondoni viene costituita una società commerciale in nome collettivo sotto la ragione Cerudi e Rondoni avente per oggetto l'esercizio dalla cessata farmacia Cerudi per la compera vendita di medicinali, con sede in Busto Arsizio.

2-La detta Società si conviene duratura per anni cinque a far tempo dal 1 luglio 1894,primo luglio milleottocentonovantaquattro,per cui avrà il suo termine col 30 Giugno 1899.

3-Qualora,almeno sei mesi prima della scadenza ora stabilita,non ne venga dall'uno o dall'altro dei soci denunziata per iscritto la cessazione,la Società s'intenderà tacitamente prorogata sotto la medesima modalità di cui al presente atto per l'anno successivo e così via via.

4-Il capitale sociale viene così determinato nella cifra di £ 15/m  quindicimila che si dichiara e riconosce versata in eguali porzioni per ciascuno dei Soci nella misura di £ 7500.

5-Il capitale suddetto si ritiene intangibile per tutta la durata della Società. Ciascuno dei Soci non potrà effettuare alcun prelevamento senza il previo consenso dell'altro.

10-Gli utili nitidi dell'esercizio,e cioè quelli che risultassero,fatti gli sconti e deduzioni di pratica,saranno divisi fra i soci per giusta metà e così dicasi delle perdite.

14-Con diritto di prelazione fra loro,è fatta facoltà a ciascuno dei Soci di cedere a terzi la propria quota sociale. Il prezzo della cessione,con diritto di prelazione tra soci viene di comune accordo stabilito in £ 7500,settemilacinquecento. A questa però il Sig.r Rondoni rinunzia in favore della Banca di Ossola,cui il Sig.r Cerudi potrà cedere le sue ragioni sociali,con sua piena ed assoluta libertà.(a quanto pare a garanzia di effetti cambiari prossimi alla scadenza).

settimo Atto di Vendita : 10 Giugno 1895

Quest'ultima quota,deceduto alla fine del 1894 il Cerudi,era rilevata dalla Signorina Annita Baiardi,ventunenne domiciliata a Gallarate,ma nata a Buenos Aires,che presto si unirà in matrimonio con il Rondoni.Con la morte del Rondoni,avvenuta nel gennaio 1916 la moglie decide di cedere l'attività.

ottavo Atto di Vendita : 2 Aprile 1916

Ciò avviene nell'aprile del medesimo anno con atto N.37444-8884 del Repertorio alla presenza del Notaio Piazzi Riccardo di Milano. La Boiardi cede l'attività ai farmacisti Michele Carmellino,nato a Borgosesia,Antonio Ermete,nato a Palazzolo Vercellese,residenti a Busto,e Enrico Formenti,nato e residente in città,e a Giuseppina Tua di Torino,maritata Provera.Questi ultimi costituiranno una società suddividendo le quote di comproprietà di esercizio,parte delle quali saranno acquistate anche dal possidente bustese Enrico Candiani.

nono Atto di Vendita : 28 Aprile 1821

Ma la storia della farmacia non è ancora conclusa. Con atto N.39309-10047 di Repertorio datato 28 aprile 1921 avviene l'ennesima cessione della Farmacia (che continua a chiamarsi Cerudi-Rondoni) da parte dei soci alla Sig.ra Formenti Carolina Vedova Loro. La farmacia viene venduta a forfait,senza riferimento a qualsiasi inventario,nello stato di fatto e consistenza in cui si trova,con seccione di tutte le ragioni,diritti,azioni e diritti di privilegio ecc. per la somma di £ 24.000 ventiquattromila.Cita l'atto l'assoluto divieto da parte della nuova proprietaria di cedere o vendere in seguito la farmacia al Comune di Busto Arsizio o a qualsiasi Società Coperativa od Ente Collettivo,ma si conviene che avrà sempre diritto di prelazione il Sig.r Formenti Enrico,fratello della compratrice. Notaio dell'atto è ancora quel Piazzi Riccardo che nel 1916 aveva steso il precedente atto di vendita. Nell'Ottobre del 1926 Enrico Formenti defunge e così la sorella Carolina si trova svincolata da quel diritto di prelazione di cui abbiamo accennato poche righe sopra.

decimo Atto di Vendita : 7 Gennaio 1934

Il 7 Gennaio 1934 avviene l'ennesimo cambio di proprietà,questa volta a favore del Dott. Cesare De Paulis,che acquista la farmacia "Cerudi e Rondoni" con atto N. 867 di Repertorio steso dal Notaio Dr. Emilio Vitali,di Busto Arsizio. Le carte relative a quest'atto di vendita sono andate purtroppo smarrite per cui non ci è dato sapere a che cifra sia stata venduta la farmacia e neppure quando questa abbia trasferito la sua sede da Piazza S.Maria alla Piazzette Bramante. Sappiamo solamente,e lo si evince dal successivo atto di vendita a favore del Dott.Perina Pasquale,che la farmacia manteneva ancora la denominazione originale "Cerudi-Rondoni".

undicesimo Atto di Vendita :

02 Novembre 1955

Il 2 Novembre 1955 avviene il penultimo passaggio di proprietà della farmacia. Ecco cosa dice in sintesi tale scrittura :

Colla presente privata scrittura da valere per ogni effetto di legge tra i Sigg.Dott.Cesare De Paulis fu Pio domiciliato a Busto Arsizio,Piazzetta Bramante,e Dott. Perina Pasquale fu Enos,domiciliato a Lonate Pozzolo,Piazza S.Ambrogio,si conviene e si stipula quanto segue : il Dott.Cesare De Paulis fu Pio dichiara di fare,come col presente atto fa,

cessione di vendita

in ogni miglior modo e valida forma al Sig.Dott.Perina Pasquale fu Enos,che dichiara di acquistare per sè,suoi eredi ed aventi causa : della Farmacia denominata "Farmacia Cerudi Rondoni" del Dr. De Paulis Cesare,aperta in Busto Arsizio Piazzetta Bramante ad esso cedente pervenuta in forza di atto di acquisto in data 7 Gennaio 1934 N.867  di repertorio,a rogito Dr. Emilio Vitali,Notaio in Busto Arsizio,ecc.ecc.ecc. Anche in questo caso la vendita viene fatta a forfait per una cifra di £ 7.000.000 (settemilioni) "prezzo che il venditore dichiara di ricevere onde ne rilascia ampia quietanza e liberazione con dichiarazione di nulla più avere e pretendere in dipendenza della presente cessione.

Da questo momento cambierà la denominazione della Farmacia,non più Cerudi-Rondoni (era così denominata dal 1 Luglio 1894,e nonostante i diversi passaggi di proprietà aveva mantenuto sempre la denominazione originale) bensì Farmacia Dott. Perina Pasquale. Il Dott. Perina Pasquale era figlio d'arte;suo padre,il fu Dott. Perina Enos,esercitava già la professione di Farmacista (aveva il diploma datato 1904 perchè a quei tempi non c'era la laurea) a Lonate Pozzolo. A lui subentrò appunto il Dott. Perina Pasquale che,per poter acquisire la farmacia "Cerudi-Rondoni" del Dott. De Paulis Cesare,dovette vendere la sua di Lonate.

Vale la pena ricordare inoltre come in tutti questi anni,e cioè dal lontano 1835 quando la nostra storia ha inizio grazie a Domenica Radaelli,la Farmacia non abbia mai avuto locali propri,ma abbia sempre dovuto pagare un affitto.

dodicesimo Atto di Vendita :

Siamo dunque giunti alla fine di questa lunga storia con l'ultimo passaggio di proprietà avvenuto nel 1981.Con atto di donazione il Dott. Perina Pasquale cede la sua attività al nipote Dott.Perina Giuseppe,figlio di Guido,fratello di Pasquale,e la farmacia cambia ancora denominazione,diventando ora Farmacia Dott.Perina Giuseppe. Sono dunque più di cinquant'anni che la farmacia è diretta da un membro della famiglia Perina.Come ultima importante annotazione vale la pena ricordare che il 16 Marzo 2005 la farmacia ha spostato la sua sede in Via Dante n 2 in locali più grandi ma soprattutto di proprietà. In questo modo essa si è svincolata da quella situazione di instabilità che è appunto "l'affitto e la possibilità di sfratto" che da sempre l'avevano accompagnata in questa storia.

Tutti i documenti che hanno permesso di ricostruire la storia di questa farmacia,dall'inizio fino ad ora,sono gelosamente custoditi dal sottoscritto. 

                                                           Dott.Perina Giuseppe  

Finito di scrivere il 4 Febbraio 2007. 

 

     

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Ultimo aggiornamento:  25-09-10