LE CAMPAGNE DI EDUCAZIONE SANITARIA

                                                                

 

 

 

 

 

 

 

 

       

La conquista di un livello ottimale di benessere psico-fisico corre lungo direttrici che vedono nell'educazione sanitaria il momento più qualificante. Tale realtà socio-culturale coinvolge la farmacia e il farmacista ormai da molti anni. Tutti ricordano le campagne nazionali di educazione sanitaria condotte da Federfarma e FOFI, quali «Lotta all'AIDS», «Stop droga», <<Meno fumo più salute», «Il fenomeno doping», «Don or Card» (per promuovere la donazioni di organi), <<I farmaci non sono caramelle» (per l'uso appropriato dei medicinali) o quella per informare sulla affidabilità dei farmaci generici. Nè va sotto­valutata la collaborazione prestata, a suo tempo, da Federfarma alla Scuola Europea di Oncologia per la diffusione del decalogo sulla prevenzione dei tumori o la collaborazione con la Fondazione Gigi Ghirotti per contribuire alla diffusione delle terapie contro il dolore. In tutte queste occasioni, le farmacie italiane si sono attivate per distribuire opuscoli e molte di esse hanno installato anche moni­tor per diffondere informazioni. La capillare presenza, inoltre, di 180.000 mq. di vetrine, consente la trasmissione di messaggi di informazione sanitaria supportati da appropriate e suggestive immagini. Alle campagne nazionali di educazione alla salute si affiancano quelle di numerosi Ordini professionali su argomenti di diffuso interesse quali: sport e salute, l'igiene orale, le allergie, l'alimentazione equilibrata, le tossicodipendenze, le malattie cutanee e l'autocura responsabile. In quest'ultimo campo, l'intervento educativo del farmacista si rivela insostituibile. L'utente, quando acquista una «specilità da banco», vuole sapere tutto: posologia, durata di terapia, modalità di conservazione, eventuali interazioni con altri farmaci, effetti indesiderati. A questi e ad altri interrogativi solo il farmacista può offrire risposte puntuali e consigli supplementari per evitare rischi ed accrescere nel cittadino il senso di responsabilità e la consapevolezza sull'uso corretto dei prodotti che non necessitano di ricetta medica.

tratto da "Il Calendario della Salute" 2007

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